Cos’è il rischio sismico e perché serve un’assicurazione dedicata

Cos’è il rischio sismico e perché serve un’assicurazione dedicata

rischio sismico

I terremoti, come pure l’attività vulcanica, sono fenomeni naturali che al tempo stesso rappresentano gli effetti e le prove più evidenti della dinamica in atto nel nostro pianeta. L’Italia si trova proprio dove la placca africana si infossa e spinge quella eurasiatica, facendo della Penisola un’area ad alto rischio sismico. Infatti oltre il 60% del territorio, di cui il 70% al Sud, è stato interessato da eventi sismici disastrosi. Relativamente all’ultimo secolo, oltre 120.000 sono state le vittime causate dai terremoti e i danni, relativamente agli ultimi 25 anni, sono quantificabili in circa 65 miliardi di Euro (oltre 120.000 miliardi di Lire).

Un terremoto, allo stato attuale delle conoscenze, è un fenomeno non prevedibile. Tuttavia la scienza, se da un lato non è in grado di dire “quando”, può dire “dove” presumibilmente si verificherà un terremoto. Grazie agli studi compiuti negli ultimi anni, non solo sono note le aree sismiche, ma è possibile dare un’indicazione sul “quanto forte potrebbe essere” il terremoto che presumibilmente si verificherà in un’area.

QUANTO E’ FORTE UN TERREMOTO?

Quando si verifica un terremoto è necessario stimarne la “forza”, o meglio, la sua energia. Nel 1935 il Sismologo C.F. Richter definì il parametro “Magnitudo” come misura oggettiva della quantità di energia scatenata da un terremoto. La magnitudo è espressa attraverso un numero puro e per ogni incremento di una unità di magnitudo corrisponde un incremento, in termini di energia, di 30 volte. L’uomo avverte, se si trova in prossimità dell’epicentro, i terremoti con magnitudo maggiore di 2.5. I terremoti che possono provocare danni al patrimonio edilizio e vittime hanno, generalmente, Magnitudo superiore a 5.5.

COS’È IL RISCHIO SISMICO

Il rischio sismico è la misura matematica/ingegneristica per valutare il danno atteso a seguito di un possibile evento sismico.

Il rischio sismico dipende da un’interazione di fattori. Esso è funzione di:

  • Pericolosità
  • Vulnerabilità
  • Esposizione

In particolare è valida la relazione:

Rischio = Pericolosità · Vulnerabilità · Esposizione

ovvero:

  • Pericolosità: è la probabilità che si verifichi un sisma (terremoto atteso); è legato alla zona sismica in cui si trova l’edificio
  • Vulnerabilità: consiste nella valutazione delle conseguenze del sisma; è legata alla capacità dell’edificio di resistere al sisma
  • Esposizione: è la valutazione socio/economica delle conseguenze; è legata ai contesti delle comunità

 

Di fronte a questa situazione si è affermata l’esigenza di una classificazione sismica degli edifici esistenti, per la particolare condizione di esposizione al rischio sismico del patrimonio edilizio italiano, determinato dalla sfavorevole combinazione di una vulnerabilità molto elevata (per fragilità del patrimonio edilizio) una pericolosità medio-alta (per frequenza e intensità dei fenomeni) ed un’esposizione altissima (per densità abitativa).

Ecco le classe di rischio sismico:

  • Classe A+ (minor rischio)
  • Classe A
  • Classe B
  • Classe C
  • Classe D
  • Classe E
  • Classe F
  • Classe G (maggior rischio)

 

LA CLASSIFICAZIONE DELLE ZONE SISMICHE

I loro volta i Comuni Italiani sono classificati in 4 “zone sismiche”:

  • La zona 1 è quella a più alto rischio sismico, dove si possono verificare terremoti anche di grande portata. 716 comuni si trovano nella zona 1 e sono nel nord-est del Friuli Venezia Giulia, nell’Appennino centro-meridionale, nel sud-ovest della Calabria e nella zona di Sciacca e Mazara del Vallo in Sicilia.
  • Nella zona 2 possono verificarsi terremoti più o meno forti e il rischio è comunque alto. 2324 sono i comuni interessati e sono nel Centro-sud Italia, in Sicilia, a est del Piemonte e nelle zone limitrofe alla zona 1 del Friuli Venezia Giulia.
  • Nella zona 3 il rischio diminuisce ancora e i comuni interessati sono 1634 tra Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino, Toscana, Lazio, Umbria, Abruzzo e Puglia e gran parte dell’Emilia Romagna.
  • Nella zona 4 che è la più sicura, i comuni devono comunque mettere in sicurezza gli edifici pubblici costruendoli con criteri antisismici. In questa zona sono compresi 3.427 comuni presenti in Val d’Aosta, Piemonte, Alto Adige, basso Veneto, il Promontorio del Gargano in Puglia e tutta la Sardegna.

 

SÌ, È POSSIBILE TUTELARE LA TUA AZIENDA

Esistono specifiche polizze per il rischio sismico che permettono alle aziende di garantire la tua business continuity di fronte al rischio fermo produzione. Il valore e il vantaggio di questa tipologia di assicurazione è il fatto di essere polizze “multirischio” perché attraverso un unico contratto possono essere assicurati rischi molto diversi tra loro come l’incendio, il furto, la responsabilità civile della proprietà e/o della vita privata, l’assistenza, gli infortuni e la tutela legale.

Anche la realtà più solida rischia di essere messa in difficoltà da un evento improvviso come un terremoto. Grazie ad un servizio di analisi e prevenzione del rischio possiamo aiutarti a proteggere la tua azienda, dalle strutture ai macchinari e alle persone, dai principali danni catastrofali che incombono sulla tua azienda.

La paura, come ogni altra fonte di rischio, va trasformata nella determinazione a prendere decisioni positive per difendere la tua realtà e iniziare costruire un futuro solido. Contatta PCA Consultative Broker e avrai una risposta concreta alle esigenze di protezione per la tua azienda legate alle calamità naturali.

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