Come si sta concludendo l’anno per l’automotive?

Automotive in rosso anche a novembre: e ora? - PCA Consultative Broker

Secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti a novembre 2021 il mercato auto italiano ha totalizzato 104.478 immatricolazioni di autovetture con una variazione del -24,6% sullo stesso 2020 e -30,6% nel confronto con novembre 2019. I volumi immatricolati da inizio anno raggiungono le 1.371.166 unità, con un aumento del +8,6% sul 2020 e un calo del -22,7% sul 2019 (disavanzo di oltre 400.000 unità)

È crisi nera per il mercato auto, che nel mese di novembre in Italia ha registrato 104.478 immatricolazioni, con un calo del 25% su novembre 2020 e del 31% sullo stesso periodo del 2019. L’andamento negativo degli ultimi mesi sta condizionando pesantemente l’andamento dell’intero anno, da gennaio a novembre le auto immatricolate sono state 134mila contro le 120mila dell’anno scorso, con un recupero che si è ridotto all’8,6% rispetto al 2020, periodo condizionato da pandemia e lockdown.

Al centro della crisi c’è la mancanza di semiconduttori che condiziona la produzione, allunga i tempi di consegna delle autovetture e rappresenta, secondo l’ultima rilevazione del Centro Studi Promotor, la prima causa dell’attuale situazione secondo l’81% dei concessionari interpellati. Come evidenzia l’Unrae, in 11 mesi la voragine delle auto perse rispetto al 2019 è di oltre 400mila unità.

Sulla forte contrazione di mercato però pesano anche la situazione economica generale – per il 39% degli intervistati –, il persistere dell’emergenza sanitaria da coronavirus (30%) e la demonizzazione del diesel (28%). «Un altro elemento di debolezza per il mercato dell’auto – evidenzia Gian Primo Quagliano responsabile di Promotor – è il disorientamento dei consumatori. Molti automobilisti non si sentono ancora in condizione di passare all’elettrico, ma hanno forti remore ad acquistare auto ad alimentazione tradizionale».

A tutto ciò si aggiunge che i finanziamenti per gli incentivi alle auto a zero emissioni o a basse emissioni e per quelle ad alimentazione tradizionale con emissioni non superiore a 135 grammi al chilometro di CO2 sono ormai esauriti. Un tema assai sensibile per il comparto visto che la legge Finanziaria per il 2022 non prevede misure a sostegno del mercato auto.

Poche le eccezioni tra i diversi brand dell’auto, che registrano flessioni pesanti su novembre di un anno fa: resiste in terreno positivo Dacia, Dr, Hyundai e Kia, buone le performance su volumi ridotti di Porche e Tesla. Considerando le immatricolazioni dall’inizio dell’anno, spicca il risultato negativo di Renault che rispetto a gennaio-novembre 2020 perde quasi il 10% di volumi. Perdono da inizio anno anche Ford, Honda e Nissan.

Il Centro Studi Promotor preveder che il mercato dell’auto chiuda il 2021 con un milione e 460mila immatricolazioni, un livello non adeguato, ribadiscono gli operatori, alla sostituzione del parco circolante italiano.

C’è di peggio, in prospettiva, perché anche le auto elettriche risentono dei contraccolpi della crisi – ma il calo del mercato dell’auto “green” ha ripercussioni anche sull’ambiente.

Premessa: il salto tra il 2019 e il 2021 fotografa due scenari estremamente diversi perché due anni fa auto elettriche e ibride plug-in erano a livelli infimi mentre le alimentazioni tradizionali erano ancora punti fermi del mercato. A novembre 2021 le immatricolazioni di auto a benzina sono state 28.656 (414.554 il dato cumulato), il 58,8% in meno; quelle di auto diesel 20.247 (315.167 il cumulato), il 64,1% in meno; 9.862 quelle a Gpl (100.620 il cumulato), unico dato in controtendenza con +1,4%; le auto a metano si fermano a 1.930 immatricolazioni (29.802 il cumulato), il 52,2% in meno.

Dati che mettono in evidenza due elementi: la mancanza di incentivi aggrava i passivi ma il Gpl mostra un seppur timido segno positivo, segno che probabilmente gli automobilisti tengono in debita considerazione il rincaro dei carburanti. Lo stop agli incentivi, ed in particolare all’Ecobonus, si riflette sulle immatricolazioni di auto elettrificate notoriamente più costose: le ibride (full e mild) a novembre sono state 33.474 (400.976 il cumulato), il 217,7% in più; 5.560 quelle di ibride plug-in (63.652 il cumulato), il 466,2% in più (nei mesi precedenti viaggiavano stabilmente oltre il 500% di dato incrementale. Il dato delle vetture completamente elettriche recita 6.958 targhe (61.331 il cumulato), il 551,5% in più (a novembre crescevano oltre il 650%). Come Gazzetta Motori ha più volte segnalato, raccogliendo anche i pareri della filiera, l’andamento intermittente degli incentivi e la mancanza di una strategia di lungo periodo limita la propensione all’acquisto degli utenti.

 

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