Per i danni catastrofali serve una “strategia” assicurativa

Per i danni catastrofali serve una “strategia” assicurativa

Per i danni catastrofali serve una "strategia" assicurativa - PCA Consultative Broker

“Early Warning System”: ovvero sistemi di allerta preventiva in caso di catastrofi naturali, come terremoti, maremoti, eruzioni vulcaniche. Per prevenire i danni catastrofali ci si affida sempre più alla tecnologia. Però la tecnologia da sola non basta, perché richiede fondi, organizzazione e formazione. Il vero fattore che determina l’efficacia o l’inefficacia della tecnologia è la presenza di una strategia assicurativa basata su due elementi fondamentali: ridondanza e resilienza.

LA TECNOLOGIA? NON E’ L’UNICA SOLUZIONE

L’Indonesia dispone di uno Tsunami Early Warning System focalizzato sulla rilevazione di informazioni sismiche, composto da 170 sismometri, 238 accelerometri e 137 misuratori di marea. Gli tsunami hanno già devastato le coste dell’Indonesia e di altri paesi del Sudest asiatico, ma i morti e gli infortuni successivi non hanno portato a sistemi di allarme completi.

Eppure quando uno tsunami ha colpito l’Indonesia il 22 dicembre 2018, uccidendo più di 390 persone e lasciando centinaia di altri feriti o dispersi, gli abitanti del paese sono stati letteralmente travolti dalle onde.

L’IMPEGNO DELLE ASSICURAZIONI

Il mercato assicurativo si sta impegnando anche sotto il profilo della tutela dai danni catastrofali, elaborando specifiche proposte per affiancare lo Stato nella gestione di questo rischio che sempre più, come evidenziano i recenti accadimenti, colpisce il nostro territorio. L’Italia è un paese esposto in modo rilevante alle calamità naturali: circa il 75% delle abitazioni private è esposta a un rischio medio-alto o alto di terremoto o alluvione. Nonostante ciò, il finanziamento pubblico alla ricostruzione del patrimonio immobiliare non è prestabilito per legge, ma deciso ex post mediante stanziamenti non pianificati, con risultati di norma inferiori alle attese, che peraltro, data l’errata convinzione di avere diritto a un ripristino totale a carico dello Stato, scoraggiano la scelta responsabile di assicurarsi con una copertura contro i danni da catastrofi naturali. Ad oggi, nel nostro Paese è vigente, sostanzialmente, un sistema assicurativo di tipo volontario, dal 1° gennaio 2018 incentivato dai benefici fiscali riconosciuti ai premi versati per polizze catastrofali a copertura di abitazioni private. La diffusione delle coperture è tuttavia ancora limitata, pari ad appena il 3,2% delle abitazioni.

DUE ELEMENTI FONDAMENTALI PER GESTIRE IL RISCHIO DEI DANNI CATASTROFALI

La tecnologia in sé non basta e, anche per fronteggiare la carenza di fondi, occorre fare affidamento su due variabili fondamentali:

  1. LA RESILIENZA

La resilienza è la capacità di un sistema di reagire e recuperare da disturbi, crisi, shock con effetti minimi. La resilienza è necessaria perché sistemi e organizzazioni diventano più complessi e interrelati e le conseguenze di incidenti aumentano. Quindi lo scopo della programmazione della resilienza è garantire la capacità di un sistema di ritornare al suo stato iniziale dopo uno o più shock simultanei – senza cadere in una recessione a lungo termine. In pratica, non servono solo sistemi di difesa che, per quanto avanzati, sono soltanto reazioni ad eventi critici. Serve soprattutto un programma di riattivazione del sistema danneggiato per ripristinare la sua piena operatività – sia questo sistema una piccola azienda così come un’intera nazione. Ecco il valore della resilienza.

  1. LA RIDONDANZA

In un mondo che reclama lo snellimento, la riduzione dei costi e ogni possibile modo di minimizzare gli sprechi, la ridondanza sembra essere un concetto in controcorrente. Ma tutto si riduce all’incertezza sul futuro e alla necessità di essere preparati per le eventualità che non possiamo prevedere con precisione. Ridondanza non vuol dire duplicazione e sovrapposizione. Vuol dire invece affiancamento, creazione di riserve, alternative, opzioni che possono attivarsi in caso di crisi per garantire la continuità di un sistema e la sua sopravvivenza – oltre a contenere i costi della crisi.

 

La ridondanza e la resilienza siano condizioni fondamentali per affrontare un rischio che diventa crisi e superarlo, ritornando allo stato iniziale e ripristinando tutte le normali attività. Sono alla base di una moderna strategia assicurativa, dove la tecnologia è uno strumento e dove la copertura economica viene prima del danno e non dopo. Ma senza strategia, è uno strumento che “rischia” di essere inutile.

 

PCA supporta il proprio Cliente nella valutazione del rischio di danni catastrofali correlati alla propria attività, tramite un approfondito checkup ed una consulenza analitica, che consente di raggiungere una corretta consapevolezza e trasferire il rischio attraverso un’assicurazione su-misura.

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