Assicurazioni e danni catastrofali: ancora lavoro

L'Italia nel rischio idrogeologico - PCA Consultative Broker

Il mercato assicurativo, nonostante la congiuntura segnata dalla pandemia globale, continua a lavorare anche sotto il profilo della tutela dai danni catastrofali, elaborando specifiche proposte per affiancare lo Stato nella gestione di questo rischio che sempre più, come evidenziano i recenti accadimenti, colpisce il nostro territorio.

L’ITALIA NEL MIRINO

Come purtroppo vediamo dalle scene dei telegiornali proprio in questi giorni, l’Italia è un paese esposto in modo rilevante alle calamità naturali: circa il 75% delle abitazioni private è esposta a un rischio medio-alto o alto di terremoto o alluvione. Nonostante ciò, il finanziamento pubblico alla ricostruzione del patrimonio immobiliare non è prestabilito per legge, ma deciso ex post mediante stanziamenti non pianificati, con risultati di norma inferiori alle attese, che peraltro, data l’errata convinzione di avere diritto a un ripristino totale a carico dello Stato, scoraggiano la scelta responsabile di assicurarsi con una copertura contro i danni da catastrofi naturali. Ad oggi, nel nostro Paese è vigente, sostanzialmente, un sistema assicurativo di tipo volontario, dal 1° gennaio 2018 incentivato dai benefici fiscali riconosciuti ai premi versati per polizze catastrofali a copertura di abitazioni private. La diffusione delle coperture è tuttavia ancora limitata, pari ad appena il 3,2% delle abitazioni.

26 miliardi di euro: per la messa in sicurezza del territorio italiano occorre questa somma, secondo una prima valutazione in base alle richieste arrivate al ReNDiS, il Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo, che sono la base del rapporto “ReNDiS” lanciato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).

Il report sottolinea come il ministero dell’Ambiente abbia speso 7 miliardi di euro negli ultimi 20 anni per far fronte al dissesto idrogeologico del nostro Paese. Oltre 6mila i progetti finanziati, per la maggior parte riguardanti alluvioni (48%) e frane (35%).

Sulla base delle richieste caricate sulla piattaforma ReNDIS, l’Ispra stima in oltre 26 miliardi di euro la somma necessaria per la messa in sicurezza del territorio del nostro Paese.

I DATI

Secondo i dati della sezione monitoraggio, la Sicilia è la Regione con il maggior importo finanziato (789 milioni di euro per 542 interventi), seguita dalla Toscana (602 milioni di euro per 602 interventi), dalla Lombardia (598 milioni di euro per 544 interventi) e dalla Calabria (453 milioni di euro per 528 interventi).

Interessante il dato sui tempi di attuazione. Dai dati emerge una durata media di quasi 5 anni, ma con una ampia variabilità e un 10% di casi considerati “critici” dal momento che si protraggono per oltre i 10 anni. E andando a guardare ancora più a fondo, il dato presenta variazioni su base regionale anche se non si riscontrano significative differenze tra nord, centro e sud. Quello che è evidente è invece una lieve crescita lineare dei tempi medi con l’aumentare dell’importo dell’opera.

Per quanto riguarda invece le richieste di finanziamento, contenute nell’area “istruttorie”, sono oltre 7.800 le proposte progettuali caricate e ad oggi attive nel ReNDiS, per un importo complessivo che supera 26 miliardi. Ispra sostiene che questo dato rappresenti una stima del fabbisogno teorico per la messa in sicurezza dell’intero territorio nazionale, da attuarsi attraverso piani pluriennali di finanziamento.

Più nel dettaglio, la Regione con il maggior numero di richieste attive è la Campania (1.192 progetti, per quasi 5,6 mld), seguita da Calabria (872 progetti per 1,7 mld), Abruzzo (764 per 1,6 mld) e Sicilia (748 per 2,2 mld). Anche se con numeri inferiori, si evidenziano per importi superiori ai 2 mld anche la Puglia (481 per 2,4 mld) e il Veneto (243 per 2,3 mld).

La ridondanza e la resilienza siano condizioni fondamentali per affrontare un rischio che diventa crisi e superarlo, ritornando allo stato iniziale e ripristinando tutte le normali attività. Queste sono alla base di una moderna strategia assicurativa, dove la tecnologia è uno strumento e dove la copertura economica viene prima del danno e non dopo.

 

PCA supporta il proprio Cliente nella valutazione del rischio di danni catastrofali correlati alla propria attività, tramite un approfondito checkup ed una consulenza analitica, che consente di raggiungere una corretta consapevolezza e trasferire il rischio attraverso un’assicurazione su-misura.

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