Non solo COVID: il costo dei danni catastrofali nel 2020

Non solo Pandemia: quanto costano i danni catastrofali - PCA Consultative Broker

Si possono assicurare le catastrofi? Con quali strumenti? In termini generali, il contratto di assicurazione presuppone che vi sia convenienza alla sua stipula sia da parte dell’assicuratore che da parte dell’assicurato. Alla base ci deve essere l’incertezza in merito all’accadimento di eventi ben definiti (la morte di una persona entro un periodo di tempo prefissato, il furto di un’auto, l’incendio di un impianto industriale sono soltanto alcuni esempi). Questa incertezza deve essere giudicata, ma meglio sarebbe dire misurata, sia dall’assicuratore che dall’assicurato in modo che risulti conveniente:

  • per l’assicuratore riscuotere subito un compenso, il premio netto, e accollarsi, in futuro, il risarcimento del danno connesso al verificarsi dell’evento
  • per l’assicurato corrispondere subito il premio lordo e acquisire il diritto all’eventuale risarcimento del danno.

 

Al di là di situazioni dolose, l’asimmetria informativa in cui l’assicuratore sottovaluta la rischiosità e l’assicurato la sopravaluta, agevola la convenienza alla stipula del contratto. Ma è curioso che le diverse propensioni a rischiare dei due soggetti (l’assicurato più avverso al rischio dell’assicuratore), possano far sì che si valuti come vantaggioso per entrambi stipulare il contratto di assicurazione.

QUANTO COSTANO LE CATASTROFI

Il totale dei danni economici attribuibili a catastrofi è aumentato di circa un quarto nel 2020, attestandosi a 202 miliardi di dollari.

È quanto si evince da uno studio di un’importante società assicurativa, secondo cui i fenomeni naturali hanno pesato per 190 miliardi, contro i 137 dell’anno prima. Le attività umane hanno contribuito con 12 miliardi, tre in più rispetto al 2019.

Stando a questa pubblicazione, il numero due mondiale delle riassicurazioni ha censito l’anno scorso 274 eventi, che hanno fatto 7993 vittime. Nel 2019 i 317 disastri repertoriati erano costati la vita a 11’497 persone.

La fattura totale per gli assicuratori si è gonfiata del 41% a 89 miliardi, di cui 81 miliardi per le devastazioni causate da Madre Natura. A subire l’incremento più marcato è stata la bolletta legata ai danni di portata più modesta, schizzata dell’80% a 57,4 miliardi.

Il Paese maggiormente colpito sono stati gli Usa, che hanno fatto l’en plein di sciagure: uragani sulla costa est, incendi nell’ovest e tornado nel Midwest. Dal canto suo, l’Australia ha sofferto una siccità senza precedenti, così come roghi e forti temporali. In Asia sono state le piogge monsoniche a risultare particolarmente assassine.

Gli autori del rapporto prevedono che i danni della natura da rimborsare continuino ad aumentare, un trend che si osserva ormai da una cinquantina di anni. Tale dinamica è alimentata dalla crescita demografica, dall’ampliamento dei beni assicurati in regioni a rischio e dal riscaldamento ambientale.

Lo studio Sigma comprende una serie di catastrofi naturali. Vengono tenuti in considerazione i terremoti, le inondazioni, i temporali, le siccità, gli incendi boschivi, le ondate di calore e di freddo, le grandinate e i maremoti.

SOLUZIONI IN VISTA?

È curioso constatare come in California in corrispondenza della lunga faglia di Sant’Andrea (area sismica di scorrimento), per la quale si sono trovate delle “regolarità” nell’accadimento di eventi sismici, siano pochissimi gli assicurati contro il terremoto e pare che l’accensione di contratti per questi rischi si verifichi, con maggior frequenza, dopo che episodi sismici di una qualche rilevanza si siano registrati. L’assicuratore d’altro conto non ha una conoscenza approfondita dei fenomeni e la tariffazione del rischio può comportare problematiche complesse, con rischio di non centrare il giusto prezzo. Un esempio è dato dall’assicurazione dei rischi legati al clima: anche se si disponesse di una banca dati ricca, con riferimento al passato, questa potrebbe non cogliere quelle evoluzioni in atto, comportanti un costante sistematico aggravamento del rischio. Queste constatazioni fanno sì che l’assicurazione dei rischi catastrofali deve essere resa cogente da apposita normativa, che, come per la RC Auto, tracci schemi di riferimento operativi e soprattutto crei le condizioni per una approfondita, oserei direi scientifica, conoscenza dei fenomeni, in modo che sia le imprese di assicurazione che i cittadini capiscano la opportunità di accettare ragionevoli condizioni contrattuali.

 

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