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La grande flessione dell’Automotive

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Automotive sempre più in crisi: la situazione delle flotte - PCA Consultative Broker

Il nuovissimo report di ANIASA, edizione 2023, mette in luce una realtà molto difficile. ANIASA è l’Associazione che in Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità. L’intera filiera dell’industria e dei servizi automobilistici e di mobilità sta attraversando un cambiamento radicale: l’ultimo triennio ha visto, specialmente in Europa, una congiunzione astrale, un mix di tematiche dovute a pandemia, crisi dei microchip e della logistica, problemi bellici ed energetici, discussioni su elettrificazione e “sindrome 2035”, un contesto in cui le nuove esigenze di mobilità sono proiettate verso la intermodalità e la digitalizzazione.

UN 2023 DA RECORD – DI COMPLESSITA’

I primi tre mesi del 2023 sono stati di grande fermento, caratterizzato da un grande dibattito politico ed economico sulla regolamentazione europea della produzione dei motori termici. Da più parti è stato evidenziato che una transizione sostenibile ed equa debba essere ben pianificata e gestita, evitando ripercussioni su produzione e occupazione. Alla fine, la ormai famosa data del 2035, la strada aperta alle alimentazioni elettriche e a idrogeno, è stata confermata, considerando peraltro passaggi intermedi e innovazioni tecnologiche utili per i motori tradizionali, in una logica di “carbon neutrality”.

Al di là delle decisioni politiche, la macchina industriale europea è ormai in moto e difficilmente rallenterà la marcia, aggiornando i piani di riconversione e produzione con revisioni al rialzo degli investimenti. Entro il 2030 circa il 90% dell’offerta sarà solo di veicoli a batteria. La strada è dunque tracciata. Saranno decisivi sia la rete infrastrutturale di ricarica, sia un maggior coinvolgimento dell’industria e del mondo dei consumatori, con un più attento equilibrio tra domanda ed offerta.

COSA PUO’ CAMBIARE PER LE FLOTTE AZIENDALI E I TRASPORTI

A partire dal 2020, con la diffusione della pandemia Covid-19, il mercato automobilistico europeo è entrato in una recessione che ha abbattuto i volumi in modo strutturale.   I tentativi di sostegno promossi dagli Stati avrebbero dovuto costituire un freno, benchè fiaccati a loro volta dalla crisi economica, il conflitto tra Russia e Ucraina e l’aumento verticale dei costi energetici.

Le immatricolazioni nei 7 Paesi a maggiore densità automobilistica (in ordine di volumi: Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Spagna, Belgio e Paesi Bassi) nel 2022 hanno fatto registrare un totale di 8.629.982 autovetture a fronte delle oltre 12,2 milioni del 2018 e 12,3 milioni del 2019. Il mercato dei 7 Paesi, sceso al di sotto dei 10 milioni di immatricolazioni già nel 2020, ha continuato a calare, sebbene la contrazione del 2022 rispetto al 2021 sia stata soltanto del 4%, molto vicina al –3,1% del 2021 sul 2020.

Va peggio per i veicoli commerciali (LCV): le immatricolazioni hanno fatto segnare una flessione molto più pesante: –17,8%, con un volume di nuove targhe pari a 1.230.972 unità, raggiungendo il livello più basso degli ultimi cinque anni. In ambito autovetture, le sofferenze più significative del 2022 sono state quelle dell’Italia (–9,6%) e della Francia (–7,8%), mentre la Germania è stata l’unica nazione tra le Top 7 a tornare all’attivo (+1,1%). Per i veicoli commerciali, il trend negativo ha coinvolto tutti i 7 mercati principali d’Europa, con il Regno Unito e il Belgio in flessione di oltre il 20% (rispettivamente –21,6% e –21%), la Francia a –19,6% e la Spagna a –18,5%. L’Italia è risuscita a contenere le perdite a –12,4%. Negli ultimi 20 anni l’industria automobilistica europea ha via via perso terreno.

Due numeri che parlano da soli, in direzioni opposte: produzione e vendite in Cina sono aumentate di 25 volte dal 2003, mentre sono diminuite di circa il 25% in Europa. Se l’approccio europeo è stato finora quello di regolamentare dall’alto la strada verso emissioni zero, Stati Uniti e Cina stanno incentivando e sostenendo in modo massiccio la loro industria attraverso l’Inflation Reduction Act (Ira) e il piano Made in China 2025 (Mic), pari rispettivamente a cifre colossali: 400 e 300 miliardi di dollari. Il nuovo annunciato pacchetto green della Commissione EU, il “Net-Zero Industry Act”, oltre 500 miliardi di euro, dovrà essere coordinato con il mondo industriale, dei servizi e dell’indotto automotive europeo.

È un contesto in cui le flotte aziendali, vale a dire circa il 60% delle auto immatricolate in Europa, hanno un ruolo di rilievo. Il noleggio a lungo termine ha proseguito anche nello scorso anno la propria crescita (+7%). La combinazione di maggiori acquisti (+17%) e minori vendite di usato (-18%) ha determinato una flotta in forte aumento (+9%) che ha superato 1 milione e 100mila veicoli. Un’espansione dovuta a due fattori: una progressiva ripartenza delle consegne, che ha consentito di rispondere alle richieste di rinnovo flotte da parte di fleet e mobility manager, e il sensibile aumento delle richieste da parte dei privati (con e senza partita IVA, il segmento privati ha raggiunto quota 160.000 veicoli).

 

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Grazie per l’attenzione e la lettura!

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