Il futuro della mobilità

Il futuro della mobilità - PCA Consultative Broker

Trascorsi oltre vent’anni dall’entrata nel terzo millennio, si può ragionevolmente affermare che le modalità di spostamento non si sono evolute con la stessa velocità che le persone immaginavano nel 1900. Eppure, se per l’invenzione del teletrasporto potrebbe servire ancora qualche decennio, alcune innovazioni come le auto a guida autonoma, il trasporto ad alta velocità ed i motori non inquinanti sono già realtà, e la loro diffusione – vista la velocità del progresso tecnologico – è ormai solo questione di tempo e di nuove abitudini. È il messaggio chiave alla base del report “Move to the future: la mobilità del 2031” realizzato da EY e IIA – Italian Insurtech Association per capire come la mobilità e l’industria assicurativa evolveranno nei prossimi 10 anni.

L’EY Mobility Lens Consumer Index (MCI)1 condotto in due fasi su più di 9.000 persone in 13 diversi Paesi tra cui Italia, USA, Germania, UK, India e Cina a giugno 2021, può dare qualche dimensione di questo fenomeno. Solo nel nostro Paese, nell’anno della pandemia abbiamo assistito ad una riduzione degli spostamenti del 54% (61% è il dato globale). Tra i vari tipi di mobilità, ad essere maggiormente penalizzata è quella legata al lavoro, in picchiata al 61% con quasi 3 persone su 4 che svolgono le proprie mansioni da casa per la maggior parte del loro tempo, rispetto al solo 16% che adottava le modalità da remoto prima dei lockdown. L’EY MCI si propone di investigare come la pandemia da Covid-19 abbia cambiato le abitudini di mobilità dei consumatori e se tali cambiamenti sono destinati a rimanere. Tra i principali risultati emersi si evidenzia la riduzione quantitativa del totale degli spostamenti (soprattutto quelli legati a questioni lavorative), la novità dello smart working destinata a diventare un’abitudine per moltissimi lavoratori, la propensione a favorire un mezzo proprio, specialmente se sostenibile, al trasporto pubblico, e gli ostacoli ancora frequenti in termini di disponibilità e velocità dei punti di ricarica per chi decide di acquistare un veicolo elettrico.

Come sarà la mobilità del futuro?

 

  • Micro-mobilità tascabile

La micro-mobilità nasce all’interno delle città per coprire spostamenti brevi con mezzi leggeri e meno inquinanti rispetto al trasporto tradizionale sia pubblico che privato. Tra questi, i più conosciuti sono certamente le e-bike e i monopattini elettrici che continuano inesorabilmente a conquistare nuovi spazi all’interno dei grandi e medi centri urbani italiani, ma fanno parte della categoria anche segway, monowheel e hoverboard.

  • Droni-taxi

Tecnicamente noti con il nome UAV (Unmanned Aerial Vehicle) o veicoli aerei senza pilota, si tratta di droni adibiti al trasporto di passeggeri che supportano sistemi di intelligenza artificiale e geolocalizzazione per la guida autonoma simili alle auto, ma con atterraggio e decollo verticali. Da un punto di vista meno tecnico e più pragmatico, lo si può definire come un sogno che diventa realtà per tutti gli automobilisti imbottigliati quotidianamente nel traffico delle metropoli urbane. Anche l’Italia non intende rimanere indietro nella “Urban Air Mobility”5 con Torino che sta portando avanti la sperimentazione per il primo “vertiporto” tricolore, attraverso l’accelerazione di nuove realtà dedicate a questo business e l’apertura di un’accademia per la formazione di nuovi piloti, che potrebbero risultare ancora necessari almeno per altri 10 anni. Se la solidità tecnologica dei mezzi non sembra rappresentare un problema, ci sono una serie di questioni da affrontare tra cui gli aspetti infrastrutturali, le regole di viabilità urbana tra cui la definizione dell’altezza di crociera e gli spazi da dedicare all’atterraggio.

  • Veicoli completamente autonomi

Quando si parla di “veicolo autonomo” in realtà si fa riferimento ad un termine ombrello che indica un’autovettura con la capacità di sostituirsi, in una certa misura, ad un conducente umano. Il veicolo in questione deve essere equipaggiato con una serie di sensori come GPS, telecamere e/o scanner e radar che possano individuare e riconoscere i limiti della carreggiata ed eventuali ostacoli in modo da attivare in autonomia una frenata d’emergenza, una deviazione, o semplicemente mantenere la velocità di crociera adatta al tipo di strada che si sta percorrendo.

  • Smart Cities interconnesse

Il termine “Smart City” ormai è entrato nell’uso comune fino ad essere, talvolta, impiegato in modo improprio. Per città intelligente si intende infatti un ripensamento omnicomprensivo del concetto urbanistico, in cui il trasporto pubblico e la mobilità giocano un ruolo fondamentale per garantire un’alta qualità della vita ai suoi abitanti. La tecnologia dominante è l’Internet of Things che rende per l’appunto “intelligenti” gli oggetti interconnessi tra loro, cioè in grado di rilevare cambiamenti nell’ambiente circostante e agire di conseguenza.

Le forme più innovative di assicurazione per i trasporti

La pandemia da Covid-19 ha accelerato il processo di trasformazione digitale in atto nel settore assicurativo e l’evoluzione tecnologica sta influenzando fortemente l’offerta delle compagnie assicurative, le quali per adattarsi al processo evolutivo in atto nel mondo assicurativo, stanno sviluppando nuove tipologie di prodotti abilitati dalle nuove tecnologie e in linea con i nuovi trend della mobilità.

  • Instant / On-Demand / Plug&Play Insurance:

Soluzioni assicurative pensate per coprire un singolo evento o con un limite temporale ben definito, completamente personalizzabili sulla base delle esigenze del cliente. Possono essere attivate all’istante, nel momento in cui sorge l’esigenza assicurativa di copertura dal rischio e si tratta di coperture temporanee, di breve durata e totalmente digitali.

  • Pay per mile / Pay when you drive:

L’assicurazione pay per mile è una soluzione che permette di pagare in base ai km percorsi. È possibile offrire una tariffa forfettaria giornaliera e una tariffa per km percorsi, grazie a dispositivi IoT che tengono traccia dei km effettuati.

  • Behavioral / Data Driven Insurance:

Il passaggio da un modello assicurativo tradizionale limitato al risarcimento dei danni ad un modello focalizzato sulla loro prevenzione è il cambio di paradigma che si propone di attuare la Behavioral Insurance. Prevenzione significa agire a monte del sinistro e guidare nell’adozione di comportamenti positivi. Sul mercato si moltiplicano i player che offrono vantaggi personalizzati e applicano logiche di reward e gamification con livelli incrementali per incentivare l’utente a guidare in modo più responsabile, a seguire regimi alimentari e motori più salutistici e in generale a proteggersi in modo semplice e guidato.

  • Invisibile / Embedded Insurance:

Questo modello prevede di integrare la copertura assicurativa all’interno del bundle di acquisto di un prodotto o servizio. È un cambiamento che punta a trasformare il modello di distribuzione e che invoglia gli utenti a dotarsi di uno strumento di protezione grazie ai vantaggi in termini economici e di customer experience, superando lo scoglio implicito di dover acquistare un prodotto assicurativo percepito come un passaggio aggiuntivo e talvolta non necessario.

  • Value Added Services:

Sono servizi o funzionalità a valore aggiunto offerti da terze parti, che vanno oltre il prodotto/servizio principale e svolgono un ruolo importate nel garantire la soddisfazione e la fidelizzazione dei clienti. Il prezzo dei servizi a valore aggiunto dipende dalla tipologia di servizio scelto e può generalmente essere attivato e disattivato indipendentemente dal prodotto/servizio principale offerto.

Le nuove modalità distributive delle compagnie assicurative legate all’evoluzione delle abitudini di trasporto

L’industria assicurativa sta attraversando un profondo cambiamento e, in particolare, le modalità e i canali distributivi delle Compagnie si stanno evolvendo in linea con i trend di mercato e le nuove abitudini di trasporto. Negli ultimi anni si è registrato un processo di semplificazione e rinnovamento dei canali di vendita investendo sull’innovazione tecnologica, con un calo, seppur limitato, del canale agenziale (che rappresenta ancora il canale di vendita principale pari all’83% del totale nei rami RC e CVT), a favore di un aumento del canale bancario, broker e diretto. L’evoluzione delle abitudini di trasporto dei clienti rende necessario individuare nuove modalità distributive da parte delle Compagnie assicurative.

Copertura per il rischio cyber

Con il diffondersi delle auto interconnesse, stanno contestualmente aumentando rischi che fino a qualche tempo fa erano sconosciuti nel mondo della mobilità, come ad esempio la violazione della privacy legata al tracciamento degli spostamenti oppure le vulnerabilità delle interfacce di connessione. È interessante, tuttavia, osservare come per il 67% degli intervistati una copertura assicurativa specifica per il rischio cyber nella mobilità non sia al momento un tema cruciale, con un 52% che però sostiene lo diventerà nei prossimi 5 anni. Al contrario, il 33% ritiene che sia la copertura per il rischio cyber sia già oggi una necessità, ma solo il 7% ha già sviluppato un prodotto dedicato all’interno della propria offerta.

È un futuro Human Centric eco friendly e ci sono alternative migliori.

 

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