Logistica e supply chain: cosa succede e succederà

Supply Chain in crisi: cosa succederà? - PCA Consultative Broker

Le supply chain interrotte o intasate sono in prima pagina. Il trasporto e la logistica sono sotto i riflettori come mai prima d’ora perché devono affrontare sfide senza precedenti anche dopo la pandemia. Se consideriamo che ogni anno in Italia viaggiano oltre 3,5 miliardi di colli, appare evidente come recuperare anche piccoli margini di efficienza possa risultare vantaggioso per tutta la filiera oltre che per l’ambiente.

UN SETTORE SOTTO STRESS

Le interruzioni delle catene di approvvigionamento globali dovute alla pandemia sono state negli ultimi due anni una fonte di pressione al rialzo per l’inflazione, soprattutto per la componente relativa ai beni. Le interruzioni della catena di approvvigionamento hanno raggiunto il picco nell’ottobre 2021, ma l’allentamento delle strozzature è in fase di stallo da marzo 2022. Le ragioni principali sono il calo della produzione cinese di semiconduttori (-12% mese su mese a marzo 2022) a causa delle restrizioni Covid, e la produzione automobilistica europea che soffre di una carenza di cablaggi a causa della guerra in Ucraina. È probabile che la guerra e le sanzioni alla Russia, limitando la fornitura di fattori produttivi essenziali come fertilizzanti e cereali, amplifichino l’impennata dell’inflazione dei prezzi dei generi alimentari a livello globale.

Ecco perché si profilano 5 sfide strategiche per il futuro delle supply chain:

  1. Pianificazione per carenze di capacità di carico e di manodopera
  2. Risparmiare denaro per rispondere all’aumento dei costi di trasporto
  3. Gestire network sempre più complessi
  4. Mettere in atto i piani ESG
  5. Rispondere alle crescenti pressioni dei consumatori e ai riflettori dei media

 

LA SOLUZIONE È DIGITAL?

La digitalizzazione del procurement può essere interpretata come un antidoto alla crisi della supply chain. Oltre a ricevere input dalla produzione per la ricerca dei beni e servizi è importante generare dei feedback per indirizzare la produzione. Il problema è noto, nasce da lontano – si pensi allo shortage dei semiconduttori scoppiato nell’estate del 2020 e che tutt’ora sta penalizzando un’industria come l’automotive – ed è probabilmente lontano dall’avviarsi a una soluzione. La carenza di materie prime, e di semilavorati e merci di vario genere, sta esercitando una pressione rilevante su molte catene di fornitura, con il conseguente aumento dei costi dei prodotti e allungamenti, spesso non quantificabili, dei lead time di consegna.

La digital transformation è, e sarà, il tema focale per i prossimi anni. La necessità di iniziare un percorso di questo tipo all’interno del procurement deve avere due direttrici. Da un lato devono essere gli shareholders, di concerto al top management, ad acquisire la consapevolezza che una trasformazione digitale nel procurement è necessaria. Dall’altro devono essere i Chief Procurement Officer a stimolare i loro azionisti ad intraprendere un percorso di digitalizzazione che porti vantaggi economicamente misurabili.

TRE SCENARI FUTURI

  • Logistica sostenibile

Si tratta del ripensamento delle supply chain a partire da approvvigionamento, design, produzione, consegna e ritorno a fine vita, puntando a una sostenibilità migliorata tramite l’efficienza e l’ottimizzazione delle risorse, la riduzione delle emissioni, l’elettrificazione della flotta, la compensazione delle emissioni di CO2, le soluzioni circolari e l’integrazione di tecnologie innovative.

  • Trasformazione della forza lavoro

Cresce la domanda di talento e la competizione per via del boom del commercio digitale, ma anche la contemporanea esplosione dell’automazione che determina una minore richiesta di lavoratori in prima linea oppure requisiti di lavoro sempre variabili. Basti pensare alla robotica intelligente, i robot di prelievo e l’automazione, che ormai permeano le operazioni logistiche per assistere le persone nel lavoro manuale.

  • Logistica omnicanale

L’accelerazione indotta dalla pandemia, fra boom dell’e-commerce e capillare diffusione delle consegne a domicilio, anche per beni prima estranei a quelle dinamiche, ha reso evidente la necessità di un ecosistema di retail omnicanale perfettamente integrato e flessibile. Fra l’altro gli operatori della logistica, mentre collaborano, devono anche far fronte a una spietata competizione da parte di giganti dell’e-commerce e marchi con capacità di logistica in-house. Essenziale, anche in questo caso come in molti segmenti della supply chain, l’impiego dell’intelligenza artificiale per ottimizzare i processi di ritorno e ridurre le inefficienze, oltre che predisporre ancora prima che rientrino nei magazzini i prodotti restituiti per la rivendita, il riutilizzo o il riciclo.

 

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