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Agricoltura e danni catastrofali: le assicurazioni fanno da scudo

Agricoltura, danni catastrofali e rischio climatico: il ruolo delle assicurazioni - PCA Consultative Broker
Agricoltura, danni catastrofali e rischio climatico: il ruolo delle assicurazioni - PCA Consultative Broker

Può sembrare paradossale ma secondo gli analisti di J.P. Morgan, nel primo semestre del 2022 il mercato assicurativo e riassicurativo potrebbe subire perdite catastrofali globali di entità leggermente “inferiore alla media”.

Nonostante ciò è possibile che la riassicurazione non tragga grandi benefici da un primo semestre al di sotto della media per quanto riguarda le perdite da catastrofi in tutto il mondo, poiché l’attenzione ai pericoli secondari potrebbe significare che una parte maggiore delle perdite del settore ricada comunque sui riassicuratori e sugli accordi di riassicurazione, suggeriscono gli analisti.

Ciò si ripercuote anche sul mercato dei fondi ILS (Insurance Linked Securities), soprattutto per coloro che sono esposti a molti eventi attraverso contratti di riassicurazione o retrocessione proporzionali e in quota.

Per contro, i fondi ILS che investono in catastrophe bond, garanzie di perdita del settore (ILW) e strutture che prevedono strumenti di eccesso di perdita più elevati, è probabile che abbiano avuto un primo semestre relativamente limpido per quanto riguarda le perdite, a parte eventuali pressioni del mercato secondario sulle posizioni investite.

Secondo le stime degli analisti, il secondo trimestre potrebbe aver registrato circa 10 miliardi di dollari di perdite assicurate globali dovute a eventi catastrofici. Di conseguenza, gli analisti ritengono che le perdite del settore catastrofale nel primo semestre del 2022 possano essere comprese tra i 22 e i 24 miliardi di dollari, ben al di sotto della media degli 11 anni, che è di 34 miliardi di dollari.

In occasione dei rinnovi di metà anno, il team di analisti di J.P. Morgan ha osservato: “Oltre agli aumenti dei prezzi sottostanti, i programmi di riassicurazione sono stati ristrutturati spesso con i riassicuratori che hanno spinto per ottenere ritenute più elevate, allontanandoli ulteriormente dai sinistri di tipo frequenziale. Questo è stato un tema che ha interessato diverse aree geografiche”. Questa tendenza dovrebbe “aiutare a proteggere i riassicuratori dalle perdite di frequenza, che sono state un problema particolare negli ultimi anni”, spiegano gli analisti.

Il che potrebbe isolare alcuni dagli impatti di questa attività catastrofale del primo semestre.

Naturalmente, un primo semestre più leggero della media per quanto riguarda i sinistri catastrofali assicurati non significa nulla, dato che alcuni dei principali pericoli, come il rischio di uragani negli Stati Uniti, il rischio di tifoni in Giappone e gli incendi selvaggi, raggiungeranno il loro picco nel corso dell’anno.

AGRICOLTURA E RISCHIO CLIMATICO

Un capitolo a parte andrebbe dedicato al rischio meteo-climatico, visti l’aumentare della frequenza dei cosiddetti eventi estremi, (a cui probabilità di rischio è aumentata in Italia del 9% negli ultimi vent’anni) e gli impatti nefasti della crisi climatica sull’economia.
In base a quanto emerge dal rapporto 2020 “Analisi del Rischio. Cambiamenti climatici in Italia” della Fondazione CMCC Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici, questi sono un acceleratore del rischio per molti ambiti dell’economia e della società e incideranno negativamente sul PIL nazionale, con pesanti ripercussioni sulle dotazione infrastrutturale del Paese e sull’agricoltura – che complessivamente potrebbe avere perdite nella produzione per un valore complessivo tra i 13 e i 30 miliardi: secondo ISMEA, nel 2020, il settore ha subito danni per un totale di 612,6 milioni, di cui per gelate (537,2 mln), siccità (71,3 mln) e alluvioni (4,1 mln).

Ogni anno più del 20% delle imprese agricole europee subisce una perdita di reddito superiore al 30% del reddito medio dei tre anni precedenti e questa instabilità è dovuta sia alla volatilità dei prezzi che alla perdita di produzione in termini qualitativi e quantitativi; il tutto sempre più spesso dovuto ad eventi meteorologici e climatici avversi, in particolare ad eventi catastrofali (gelo-brina, siccità, alluvione).

Gli eventi meteorologici estremi sono una delle manifestazioni più evidenti del clima che cambia, e pesano sempre di più su una produzione che già di per sé fa fatica a garantire un reddito adeguato agli agricoltori. Il numero di fenomeni classificabili come trombe d’aria, grandinate intense, piogge torrenziali è in netta crescita in Italia, come dimostrano i dati dello European Severe Weather Database (ESWD): sono aumentati del 29% gli eventi climatici estremi in Italia nei primi quattro mesi del 2022 (rispetto allo stesso periodo dello scorso anno).  L’ultimo Global Assessment Report 2022 dell’Onu stima che il mondo dovrà affrontare circa 560 disastri ogni anno entro il 2030.

LE ASSICURAZIONI PER L’AGRICOLTURA

Per fronteggiare l’instabilità dei redditi agricoli la Politica Agricola Comunitaria (PAC) mette in campo vari strumenti, fra i quali incentivi alla produzione agricola ecosostenibile e allo sviluppo dell’economia delle aree rurali. Spicca fra questi interventi il supporto finanziario al sistema delle polizze agevolate contro le perdite di produzione: l’Ue rimborsa il 70% dei premi pagati dagli agricoltori per coprirsi in prevalenza contro i rischi meteoclimatici. Un ramo assicurativo che, nell’ambito delle produzioni vegetali, vede una raccolta premi di oltre 600 milioni di euro all’anno (meno dell’1% del totale dei rami assicurativi del nostro Paese), ma a tutela di un patrimonio produttivo primario di alta qualità di oltre 6 miliardi di euro (20% del valore della produzione annua agricola del settore vegetale) relativa a circa 70.000 aziende e promossa da oltre 20 imprese assicurative abilitate a operare in tale ramo IVASS.

Anche qui le assicurazioni sono fondamentali e possono ricoprire un ruolo molto più avanzato per un settore vitale come l’agricoltura – anche grazie ad una maggiore diffusione della “cultura del rischio” che PCA promuove da oltre trent’anni.

 

PCA supporta il proprio Cliente nella valutazione del rischio meteo, climatico e ambientale correlato all’esercizio della propria attività, tramite un approfondito checkup ed una consulenza analitica, che consente di raggiungere una corretta consapevolezza e di trasferire il rischio attraverso la stipula di un’assicurazione tailor-made.

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