Il mercato dei trasporti su merci si muove: anche le assicurazioni?

Il mercato dei trasporti su merci si muove: anche le assicurazioni?

Trasporto Merci

Affermare che in Italia il sistema del trasporto merci su quattro ruote è “in movimento”, non è solo un gioco di parole: è la realtà dei fatti. Nonostante il quadro macroeconomico non offra segnali molto positivi, dentro e fuori i confini italiani, il settore del trasporto merci dimostra un interessante dinamismo. Ecco le notizie più significative, da cui trarre buoni spunti di ragionamento:

CRESCE IL PARCO MOTRICI E RIMORCHI

Il parco circolante di motrici, secondo i dati più recenti disponibili (che si riferiscono al 2017), in Italia è composto da 172.921 unità ed è cresciuto del 15,7% rispetto al 2013. Il parco veicolare italiano di rimorchi, sempre secondo i dati più recenti disponibili, è composto da 379.126 unità ed è aumentato del 9,4% rispetto al 2013. Questi dati emergono da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro sulla base dei dati Istat. L’Italia e la sua economia continuano a credere nel trasporto di merci su quattro ruote.

E’ un dato che corregge in positivo il dato precedente, sul periodo 2010-2015, dove il parco di mezzi in Italia per il trasporto di merci e persone risultava diminuito. In particolare il numero di mezzi pesanti per il trasporto di merci (autocarri, rimorchi, semirimorchi, trattori e motrici stradali) era passato da 4.390.437 a 4.350.173, con una diminuzione di 40.264 unità (-0,9%).

E’ interessante notare come l’andamento alternato di questi dati sia sensibilmente collegato all’acuirsi e al rilassarsi degli effetti più duri della crisi economica, che ha colpito in particolare le vendite di autocarri.

E’ nella ricerca di vie d’uscita dalla crisi che il settore dei trasporti pesanti ha dimostrato la sua capacità di ripresa. Ecco come.

CRESCE IL NUMERO DI AUTOCARRI A CARBURANTI ALTERNATIVI

Sempre nel periodo 2013-2017 il numero di autocarri per trasporto merci in circolazione nel nostro Paese con alimentazione alternativa (e cioè ibrido-elettrica, a metano e a Gpl) è passato da 111.439 a 135.194 unità. In cinque anni, quindi, vi è stato un aumento del 21,3%. Questi dati, di fonte Aci, derivano da un’elaborazione dell’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile di Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici).

All’interno di questo scenario, emerge la vitalità proprio dai “piccoli numeri” – come nel caso degli autocarri ibridi-elettrici, che sono quelli che hanno la quota più bassa ma hanno registrato la crescita maggiore nel periodo considerato (+51%), seguiti da quelli a metano (+21,1%) e da quelli a Gpl (+19,2%). Piccoli numeri, appunto. Ma sono un altro segnale di un settore in cerca di ripresa al di fuori dei soliti schemi.

Ciò significa che il petrolio non è più l’unica base per muovere il trasporto delle merci. Anzi, i carburanti alternativi sono considerati una risorsa per recuperare business e/o fare new business in una congiuntura sfavorevole. Inizia ad attivarsi un circuito virtuoso tra nuove forme di energie per più sostenibilità, prima di tutto economica ma allo stesso tempo anche ambientale.

MA LA SICUREZZA? C’È CRESCITA ANCHE QUI

Naturalmente anche questa fase di trasformazione e innovazione deve rispondere alla sfida della sicurezza – in modo altrettanto innovativo. E qui la tecnologia sta già facendo la sua parte, con tutta la sua offerta di sistemi evoluti di guida semi-autonoma, sistemi di freni intelligenti e misurazione dei dati di guida.

Un esempio attualissimo: al Consumer Electronics Show (CES) in corso proprio in questi giorni a Las Vegas, Daimler Trucks ha annunciato che investirà 500 milioni di euro nei prossimi anni creando oltre 200 nuovi posti di lavoro. Obiettivo: sviluppare il settore dei camion a guida automatizzata (livello 4 SAE) nell’arco di un decennio. La guida automatizzata dei veicoli pesanti si sviluppa lungo un percorso predefinito tra hub specifici. Tale possibilità aumenta efficienza e produttività per i clienti, riducendo significativamente i costi.

Questa forte accelerazione della tecnologia ha giustamente destato l’attenzione del legislatore, perché la sicurezza della strada resta un bene pubblico che richiede regole comuni.

Ad esempio, l’Unione Europea ha proposto una normativa che intende rendere obbligatoria l’installazione di diversi dispositivi di sicurezza su una serie di veicoli allo scopo di salvare vite sulle strade d’Europa.

I veicoli oggetto della normativa sono in particolare i veicoli commerciali leggeri e i Suv, mezzi che fino ad oggi erano esentati dall’installazione a bordo di alcuni dispositivi di sicurezza come il sistema di monitoraggio della pressione dei pneumatici (TPMS), quello di adattamento intelligente della velocità, i dispositivi di tipo alcolock (etilometri che bloccano l’avvio del veicolo), il monitoraggio della stanchezza del conducente e la segnalazione di arresto di emergenza.

È ORA DI ASSICURARE QUESTA RIPRESA

Questo scenario diventa a sua volta una grande sfida per le compagnie di assicurazione, perché proprio in questo momento il settore del trasporto merci ha più che mai bisogno di maggiore innovazione, consulenza e servizi dedicati per proteggere e valorizzare la sua ripresa.

L’assicurazione come “copertura” non riesce più a stare al passo coi tempi. Serve molto di più. Serve un Risk Management: una strategia generale per individuare e valutare i rischi, soprattutto in termini economici, e le procedure per evitarli o ridurne al massimo l’impatto.

Se un mercato si evolve, anche le assicurazioni devono farlo, e anche più velocemente. E’ quello che fa PCA, che si è evoluta in Consultative Broker: vuol dire che ci occupiamo dalla copertura dei danni fino ad una consulenza strategica sulla gestione dei rischi. L’obiettivo è sempre quello: trasformare il rischio in opportunità di business.

Potete iniziare subito a comprendere i benefici del nostro Risk Management, con due risorse fondamentali:

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