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L’intermodalità è una sfida anche per la gestione del rischio

Ringraziamo la Redazione di “Messaggero Marittimo Magazine”, n. 5, Ottobre 2026 per la pubblicazione dell’articolo del nostro Luca Bonetti, Head of Marine – che qui proponiamo.

“L’intermodalità è uno dei principali driver di sviluppo del sistema marittimo e logistico. Ne parla, da ultimo, il XIII Rapporto Italian Maritime Economy di SRM, presentato nel luglio 2026, che conferma anche il ruolo di primo piano dell’Italia nello Short Sea Shipping europeo. Il tema non è nuovo: da anni accompagna politiche dei trasporti, investimenti infrastrutturali e strategie degli operatori. Eppure, l’integrazione tra le diverse modalità è già una realtà quotidiana per una parte rilevante della logistica. 

A questa crescente integrazione operativa non corrisponde, tuttavia, l’uniformità dei rischi. In un trasporto intermodale, merci, veicoli, semirimorchi e altri rotabili, così come container e casse mobili, attraversano ambienti differenti e alternano fasi di circolazione, sosta, movimentazione, imbarco e sbarco e trasporto marittimo. 

La stessa evoluzione tecnologica ed energetica della logistica, dall’elettrificazione di mezzi e terminal all’impiego di carburanti alternativi, aggiunge nuove variabili operative e assicurative. 

È proprio nei passaggi tra queste fasi che possono emergere esigenze di coordinamento. Nello stesso viaggio, un semirimorchio non accompagnato può essere agganciato alla motrice, sganciato in terminal, movimentato da mezzi portuali o trasportato a bordo; nozioni come circolazione, uso del veicolo, custodia e trasporto possono assumere rilievo diverso nelle condizioni assicurative. Anche la merce attraversa una filiera nella quale intervengono soggetti e responsabilità differenti; per chi ha un interesse sul carico, una copertura diretta può invece seguire la merce lungo l’intero viaggio. Catene logistiche più evolute e integrate, anche sotto il profilo energetico e tecnologico, possono inoltre determinare nuove concentrazioni di valori e scenari di accumulo del rischio. Nell’ambito di un unico processo logistico possono così incontrarsi coperture Cargo, CVT/Kasko, RC del vettore o degli altri operatori e RCA. La loro coesistenza non garantisce, da sola, una protezione coordinata: occorre verificarne ambiti di applicazione, definizioni e punti di intersezione alla luce dell’operatività concreta. 

In questo senso, anche il risk management è chiamato ad adottare una prospettiva “intermodale”, capace di seguire la catena logistica oltre i confini tra modalità di trasporto e singoli prodotti assicurativi. 

Gavio Global Risk Solutions, attraverso le competenze del reparto Marine di PCA Spa Consultative Broker e dei servizi di consulenza e gestione del rischio di Augustas Spa Risk Services, affianca spedizionieri, operatori logistici e aziende industriali nella costruzione di percorsi integrati di gestione del rischio, aiutandoli a strutturare coperture coordinate e coerenti con le tante dimensioni dell’intermodalità.”

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