Danni catastrofali

Danni catastrofali

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2017, anno da primato per le perdite da danni catastrofali

Nel 2017 le perdite economiche globali, causate da calamità naturali o provocate dalla mano dell’uomo, ammontano a 337 miliardi di dollari; mentre quelle assicurate si attestano sui 144 miliardi di euro, configurando l’anno passato come il più gravoso di sempre per le compagnie ri-assicurative.

Il dato emerge da uno studio condotto dal centro di ricerca Sigma di Swiss Re, il colosso assicurativo elvetico, secondo il quale le perdite maggiori sono riconducibili ai tre uragani Harvey, Irma e Maria, che si sono abbattuti su Stati Uniti e Caraibi nel periodo agosto-settembre, determinando perdite per 92 miliardi di dollari, pari allo 0,5% del PIL americano. Il bilancio è secondo al 2005, anno in cui l’uragano atlantico Katrina si abbatté sugli Stati Uniti colpendo, in particolar modo, New Orleans.

Il dato è ancor più sorprendente poiché nel 2017, a livello mondiale, le catastrofi sono state inferiori (301) rispetto al 2016 (329), ma non per il loro costo, le cui perdite si sono attestate su 306 miliardi di dollari, un aumento incredibile rispetto ai 188 miliardi dell’anno precedente.

Inoltre, in Italia oltre l’80% delle famiglie non sa di essere esposta al pericolo catastrofale, nonostante il 78% delle abitazioni del nostro Paese sia esposto a un rischio medio alto, fra terremoto e rischio idrogeologico. Da questo studio di Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) emerge una bassa percezione dell’esposizione al rischio catastrofale da parte delle famiglie ma anche una buona propensione degli italiani a ricercare strumenti assicurativi per coprire i rischi catastrofali.

 

Sempre attive le stagioni degli uragani nel Nord Atlantico

Secondo lo studio Swiss Re gli uragani causano danni economici per 217 miliardi di dollari. L’uragano Irma ha procurato le perdite più pesanti mai sperimentate nei Caraibi, mentre Maria è riuscito a paralizzare l’intero sistema infrastrutturale di Puerto Rico (dalle reti elettrica ed energetica ai trasporti e le comunicazioni). Una delle caratteristiche della stagione degli uragani nel Nord Atlantico nel 2017 è stata l’acqua pesante dei temporali che, associata al danno idrico, ha determinato le perdite globali.

L’uragano Harvey, per esempio, ha prodotto una quantità di pioggia accumulata senza precedenti, causando alluvioni catastrofiche in alcune delle aree più popolate della costa del Golfo, tra cui Houston. Sono state circa 200.000 le case allagate e 500.000 i veicoli danneggiati con perdite economiche complessive registrate che ammontano a 85 miliardi di dollari.

“Dopo 12 anni di assenza di grandi uragani, il 2017 rischia di diventare una delle stagioni di uragani più costosa nella storia del Nord Atlantico, in termini di perdite sia economiche che assicurate”, dichiara Martin Bertogg, Capo dei Pericoli Catastrofali di Swiss Re.

Gli uragani e i grandi uragani del Nord Atlantico, infatti, sembrano essere ancora in una fase attiva con la probabilità che possano abbattersi sulle aree abitate. Bertogg sostiene che “nella modellizzazione del rischio gli assicuratori dovrebbero prendere in considerazione la possibilità che nel corso di un anno si possono scatenare più grandi uragani prestandovi la stessa attenzione data ai singoli eventi. Questo è importante dal punto di vista della gestione del rischio in quanto aiuterà gli assicuratori – e, in ultima analisi, la società – ad essere meglio preparati per affrontare in futuro gli eventi di grande magnitudo”.

 

2017, record anche per le perdite da incendi boschivi 

Le perdite assicurative combinate dovute agli incendi boschivi in tutto il mondo sono state di 14 miliardi di dollari, il record più alto mai registrato in un solo anno. E’ stata soprattutto la California ad essere colpita. L’incendio nelle Isole Tubbs, per esempio, ha causato 7,7 miliardi di dollari in perdite assicurate, il che lo rende l’incendio più costoso del mondo in assoluto. Nel vecchio continente, in Portogallo, le alte temperature e i forti venti sono stati come carburante per incendi incontrollabili, con un numero di ettari di aree boschive bruciate 53 volte superiore alla media annuale dei 10 anni precedenti. Uno dei fattori che incide sulle elevate perdite per le assicurazioni, risiede in uno sviluppo urbano che negli Stati Uniti ha comportato la costruzione di numerose case su terreni adiacenti o interni ad aree naturali o a ridosso di industrie.

Le inondazioni: un’altra causa di perdite elevate Il 2017 ha visto anche il verificarsi, in diverse regioni, di numerosi eventi di precipitazione intensa che hanno evidenziato la vulnerabilità di un mondo sempre più urbanizzato. E’ il caso di Houston (Texas), che ha subito gravi inondazioni arrivate con l’uragano Harvey. In Cina, le forti piogge hanno causato l’inondazione del fiume Yangtze, con inondazioni pluviali e fluviali in 11 province coinvolgendo oltre 400.000 abitazioni. Le perdite economiche sono state stimate in 6 miliardi di dollari, il disastro più costoso in termini di perdite verificatosi in Asia, nonostante il basso il livello di copertura assicurativa. Le altre aree geografiche fortemente colpite dal fenomeno sono state l’India, il Nepal e il Bangladesh dove è stato pagato un alto tributo in termini di vite umane. Le perdite economiche dovute agli eventi alluvionali in Bihar, Assam, West Bengal e in altri stati dell’India ammontano a circa 2,5 miliardi di dollari e a 0,6 miliardi nella regione del Terai in Nepal.

PCA da sempre orientata al servizio e alla tutela dei propri Clienti, ha attivato al proprio interno un Team specializzato, guidato da Davide Lupi, Head Of Property,  per individuare e consigliare le più complete ed innovative coperture assicurative,  per i sempre più frequenti eventi catastrofali.

 

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