Trasporto merci e persone, un 2020 col freno tirato

Trasporto merci e persone, un 2020 col freno tirato - PCA Consultative Broker

Meno male che il 2020 è passato, almeno per il settore dei trasporti: In un anno, le immatricolazioni in Italia sono calate del 14,2%. È andata decisamente peggio per il trasporto persone (-31%). L’elettrico? Nonostante il trend in crescita, veicoli elettrici e ibridi non riescono a superare la soglia dell’1%. Sono i dati più espressivi elaborati dall’Osservatorio sui macro-trend del trasporto pesante di Continental.

Tra chiusure, blocchi alla circolazione e restrizioni dovute all’emergenza sanitaria ed economica in atto, il 2020 è stato un anno difficile anche per il mondo del trasporto merci e persone su strada. Quanto ha inciso la pandemia sullo sviluppo del parco circolante? Come ha influenzato l’evoluzione del comparto dei mezzi pesanti? Per rispondere, l’Osservatorio ha analizzato i dati relativi alle nuove immatricolazioni e ai tipi di alimentazione.

IL CALO DELLE IMMATRICOLAZIONI

Nel 2020 in Italia le immatricolazioni di mezzi pesanti per il trasporto merci con oltre 16t sono state 19.616, il 14,2% in meno rispetto al 2019. In controtendenza rispetto al trend generale in calo (che va dal -1,9% della Toscana al -35% del Friuli-Venezia-Giulia), alcune regioni hanno registrato numeri positivi: al primo posto la Sardegna con +19,3%, seguita da Molise (+13,3%) e Puglia (+3,9%). Nessuna variazione rispetto all’anno prima per il Lazio, che ha confermato le 1.441 nuove immatricolazioni.

Con lo sguardo oltre confine, tutti i mercati europei hanno presentato il segno meno, con una media del -27,3%. Tra i maggiori Paesi: Germania (-26%), Francia (-25,8%) e Spagna (-22,1%) mentre nel Regno Unito il calo è stato del 35,9%. Un po’ di conforto, perché in base a questi dati, la perdita di immatricolazioni in Italia è stata minore rispetto alla media dei paesi dell’Unione Europea.

Uno scenario simile si presenta per il trasporto persone. Le immatricolazioni di autobus di oltre 3,5t in Italia sono passate da 4.935 del 2019 a 3.404 del 2020, segnando -31%. Anche in questo caso, nonostante il trend negativo del Paese, alcune regioni si sono distinte positivamente: il Trentino-Alto-Adige e la Valle d’Aosta hanno registrato una crescita rilevante, rispettivamente del +109,6% e 90,6%, seguite dalla Calabria col +13%. Il segno meno oscilla invece tra il -2,5% dell’Emilia-Romagna e il -59% della Sardegna.

Qui però il confronto con l’Europa volge al peggio: infatti per il trasporto persone, il calo delle immatricolazioni in Italia è maggiore rispetto alla media dell’Unione Europea (-20,3%). Ad eccezione della Germania, che ha visto un lieve aumento (+0,4% rispetto al 2019), i maggiori Paesi europei hanno fatto registrare una diminuzione del 35,9% per la Spagna e del 10,8% per la Francia; nel Regno Unito invece la perdita è stata del 30,9%.

ELETTRICO? IBRIDO? NON ANCORA

Nel 2020, il parco circolante di autocarri merci ha raggiunto le 4.221.718 unità. La quasi totalità di questi sono alimentati a gasolio (91,6%); i veicoli rimanenti sono a benzina (4,6%), a metano (2,2%), a benzina e gas liquido (1,2%), elettrici e ibridi (0,1% ognuno).

Posto che il gasolio rimane il tipo di alimentazione più diffusa, le regioni italiane più virtuose che adottano alimentazioni alternative sono Trentino Alto Adige (0,56%), Toscana (0,32%) ed Emilia Romagna (0,24%) per l’elettrico e per l’ibrido Lombardia (0,27%), Emilia Romagna e Lazio (entrambi al 0,20%).

In confronto al 2019 però, nel 2020 i veicoli a benzina hanno perso quote a favore di quelli ad alimentazioni alternative, soprattutto dei mezzi ibridi (+209,7%) ed elettrici (+13,5%), seguiti da quelli a benzina e gas liquido (+4,6%) e metano (+2,8%). Un trend in crescita che trova conferma nel periodo 2015-2020, a riprova che anche il comparto merci sente sempre più forte la necessità di limitare l’impatto ambientale, anche in relazione ai nuovi limiti alla circolazione presenti in molte città italiane.

Il parco autobus nel nostro Paese ha registrato nel 2020 99.883 unità. Anche in questo contesto la maggioranza dei mezzi in circolazione sono a gasolio (93,7%), seguiti però dal metano (4,8%). Sotto l’1% rimangono i veicoli elettrici, a benzina, benzina e gas liquido e quelli ibridi.

 

Un anno davvero difficile, il 2020. Il comparto assicurativo, con i suoi “scudi” protettivi e una consulenza strategica ad hoc per ogni singola azienda di trasporto, si conferma l’elemento fondamentale per attraversare questa crisi.

 

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