Le informazioni del cliente sempre più al centro

Le informazioni del cliente sempre più al centro - PCA Consultative Broker

Big Data stanno sempre più rivoluzionando il mondo delle assicurazioni. Un binomio, questo tra Big Data e assicurazioni, che potrebbe portare a grandi vantaggi, sia per il cliente che per le compagnie, con la creazione di prodotti ad hoc. Si va, infatti, dalla diminuzione delle spese di gestione al potenziamento dei servizi passando per l’automatizzazione dei processi.

Oggi viviamo in un mondo sempre più digitale e la maggior parte dell’economia si basa appunto sui dati. Un processo, questo, che ha avuto una accelerazione anche grazie alla pandemia da Coronavirus che in questi ultimi mesi ha trasformato il nostro modo di vivere, lavorare, muoverci.

Tutte le informazioni in formato digitale costituiscono, appunto, i Big Data: enormi volumi di informazioni che attraverso determinati software possono essere raccolti e analizzati diventando un ‘valore’ a cui le aziende di tutto il mondo possono accedere per diventare più agili, più competitive e più vicine al cliente.

I BIG DATA NELLE ASSICURAZIONI

I Big Data stanno rivoluzionando anche il settore delle assicurazioni, da sempre basato sull’utilizzo dei dati, importanti soprattutto nel valutare i rischi e quindi poter stabilire i premi; ed è soprattutto nel ramo danni che, infatti, i Big Data vengono utilizzati.

La “rivoluzione” sta, innanzitutto, nell’accesso a nuovi tipi di dati, non solo quelli tradizionali (dati demografici o di comportamento), ma soprattutto quelli che arrivano dai social network, dai movimenti bancari, dalle carte di credito, o, ancora, dai nuovi dispositivi tecnologici come le scatole nere delle auto.

Tutti questi prodotti innovativi, attraverso l’intelligenza artificiale, forniscono alle compagnie i dati che, elaborati da sofisticati modelli, permettono di analizzare in maniera più accurata il comportamento degli assicurati e costruire algoritmi che prevedono come, dove e quando vuole essere protetto il cliente.

Così si riesce anche a quantificare meglio i costi relativi ai rischi, per poter offrire pacchetti personalizzati e offerte in linea con il cliente. A ciò si aggiungono prodotti sempre più evoluti, come le assicurazioni on demand, istantanee e pay-per-use.

Ecco perché nel nuovo scenario il profilo dell’assicuratore deve avere competenze di data science, intelligenza artificiale, ingegneria matematica. La caccia delle compagnie ai nuovi profili è partita. Dopo le banche, la ricerca di esperti di tecnologie digitali tocca le assicurazioni, che creano le nuove polizze e i profili di rischio sull’analisi dei dati e delle informazioni.

I TRE TREND DELL’INNOVAZIONE NELLE ASSICURAZIONI

I dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano evidenziano che circa la metà delle startup che fanno innovazione nelle assicurazioni con i Big Data, attive a livello mondiale (51%), si occupa di insurance providing, cioè di arricchire il prodotto assicurativo (in termini di servizio o di convenienza del premio), mentre il 20% fa scouting (cioè permette di selezionare compagnie e prodotti assicurativi) e il 5% si occupa di altro, offrendo servizi non prettamente assicurativi, dedicati al settore (come le soluzioni di intelligenza artificiale).

Dunque è possibile individuare tre trend di innovazione:

  1. La prima vera innovazione che ha inaugurato la rivoluzione digitale delle assicurazioni è quindi avvenuta sul canale distributivo, grazie alla possibilità di selezionare e comprare una polizza con qualche click.
  2. Ma poi è arrivata un’ulteriore fase di innovazione, con nuove soluzioni di processo e di prodotto che ha dato vita ad una seconda categoria di nuovi player: i cosiddetti “carrier innovativi”, in grado di inventare e impacchettare offerte personalizzate, micro-polizze, o di creare prodotti white label per le compagnie tradizionali.
  3. Il terzo livello sono le piattaforme insurtech che sviluppano servizi B2B per le assicurazioni: società che per esempio offrono modelli di analisi delle immagini dei sinistri o gli strumenti telematici cui vengono collegate le polizze. E presto potrebbe esserci un’ulteriore categoria di player: grandi società tech, come Google e Amazon, che potrebbero iniziare a fare assicurazioni.

 

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