Dopo gli incendi in Australia: lo stato dei danni catastrofali

Dopo gli incendi in Australia: lo stato dei danni catastrofali

Dopo gli incendi in Australia: lo stato dei danni catastrofali - PCA Consultative Broker

I DANNI DEL FUOCO IN AUSTRALIA

Il cambiamento climatico è una miccia che fa sempre più danni. Prima delle devastanti fiamme in Australia, negli scorsi anni è toccato a Portogallo, California, Canada e al polmone della Terra: l’Amazzonia brasiliana, dove il numero di incendi boschivi è aumentato del 30% nel 2019 rispetto all’anno precedente.

In Australia le proporzioni del disastro sono enormi: decine di vittime, quasi mezzo miliardo di animali morti nelle fiamme, più di duemila case devastate, i roghi hanno distrutto quasi 100mila kmq (un’area grande quanto l’Irlanda) – preceduti da oltre tre mesi di temperature mai registrate prima, una violenta siccità e venti fortissimi.

Un danno incalcolabile per gli habitat naturali e la biodiversità, specialmente nelle tante riserve protette dell’Australia, che rischiano di aver dimezzato, per esempio, la popolazione dei koala. Gli esperti sono concordi nel ritenere che le proporzioni degli incendi delle ultime settimane siano effetto indiretto dei cambiamenti climatici e dell’aumento globale delle temperature: siccità prolungata, caldo record, poche precipitazioni.

Secondo i dati diffusi dal Centro nazionale australiano per la ricerca sugli incendi nel 2019 solo il 13% degli incendi ha avuto un’origine dolosa, mentre un altro 37% era classificato come “sospetto”. Ma più che l’origine, il punto è che il caldo record e la stagione siccitosa hanno creato le condizioni perfette per alimentare a dismisura il fuoco, trasformando gli incendi in un’emergenza nazionale difficile da contenere.

GLI INCENDI DIVENTANO SEMPRE PIU’ PERICOLOSI E COSTOSI

Gli assicuratori australiani hanno già ricevuto 10.550 richieste di risarcimento per gli incendi boschivi, con perdite assicurative stimate di 939 milioni di dollari australiani (circa 650 milioni di dollari Usa). Ma è ancora un dato preliminare.

Anche il clima sta alla base di questi nuovi guai che pesano sempre più sulle tasche dei riassicuratori e degli assicuratori. Il fuoco è uno degli attori che si sta imponendo sulla scena ovviamente dominata dalla potenza degli uragani e delle altre catastrofi naturali che hanno impatti ben più devastanti sulle aree urbane. Le perdite globali degli assicuratori causate da incendi boschivi sono in deciso aumento: se nel primo decennio del nuovo millennio erano contenute entro i 10 miliardi di dollari, negli ultimi anni si è verificata una decisa accelerazione: dal 2010 al 2018 si sono superati i 40 miliardi di dollari. Il fuoco ha dunque un peso sempre più rilevante sul conto totale dei danni che nel 2018 è stato di 165 miliardi mentre nel 2017 alluvioni, uragani, terremoti e smottamenti (oltre al terrorismo) hanno causato 350 miliardi di dollari di danni.

 EPPURE… I DANNI CATASTROFALI SONO IN CALO NEL 2019

Dopo un biennio da dimenticare, i primi conteggi del 2019, secondo le analisi preliminari di Swiss Re, evidenziano un calo nelle perdite economiche. Nel complesso, infatti, i danni provocati lo scorso anno da eventi catastrofali ammontano a circa 140 miliardi di dollari, in calo del 20% rispetto ai 176 miliardi di dollari del 2018. Allo stesso tempo, le perdite assicurate sono stimate, a livello globale, a circa 56 miliardi di dollari, in calo del 40% rispetto ai 93 miliardi di dollari nel 2018 e al di sotto della media annuale (75 miliardi di dollari) degli ultimi 10 anni.

 

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