Le assicurazioni e la Business Interruption: si può fare

Business Interruption: ora c'è la polizza assicurativa - PCA Consultative Broker

Un dato certo arriva dalla situazione di sofferenza che scontano le imprese in conseguenza del lockdown e della cessazione (o della notevole contrazione) delle proprie attività, con azzeramento (o forte riduzione) dei flussi di cassa in entrata.

Sul fronte delle coperture assicurative, possono venire in soccorso, quale strumento volto a mitigare i (drammatici) riflessi economici dell’attuale situazione, le polizze business interruption (BI).

Ha fatto notizia che l’organizzatore del torneo tennistico di Wimbledon (All England Lawn Tennis Club) riceverà un indennizzo assicurativo di oltre 100 milioni di euro in ragione della cancellazione del torneo, dovuta all’emergenza Covid-19, grazie a una polizza stipulata a copertura del rischio di interruzione dell’attività in conseguenza pandemie virali.

LA STRUTTURA DELLE “POLIZZE BI”

La copertura business interruption rappresenta generalmente l’estensione di altra polizza assicurativa (nella maggior parte dei casi di una polizza property), mediante la quale è possibile, nell’ipotesi in cui si verifichino eventi da cui derivi o debba derivare l’interruzione dell’attività, coprire le relative perdite di profitto o le maggiori spese da sostenere.

Nella prassi è invalso l’utilizzo di tre diverse tipologie di polizze Bi:

a) gross earnings – efficaci nei limiti temporali in cui il bene assicurato sia riparato/sostituito o il danno o le sue conseguenze eliminati;

b) profits form – efficaci anche dopo la riparazione/sostituzione del bene o l’eliminazione del danno/delle sue conseguenze, per tutto l’arco temporale necessario affinché il business torni a quelli che erano i suoi normali livelli prima dell’interruzione (fermi restando i limiti specifici di polizza);

c) extra expense – costruite nel senso di coprire i danni o i maggiori costi che comporta l’esercizio dell’attività nei casi in cui, a seguito del verificarsi del rischio assicurato, l’impresa si trovi comunque in possibilità di operare.

POLIZZE NON-DAMAGE E CORONAVIRUS

Nella prassi esistono, tuttavia, anche polizze di business interruption cosiddette non-damage, che forniscono la stessa protezione della tradizionale copertura BI, ma i trigger event sono in tal caso rappresentati, come suggerisce lo stesso nome della polizza, da eventi che hanno comunque l’effetto di interrompere l’attività presso un determinato insediamento produttivo, senza causare a tale insediamento quei danni fisici che sono invece, come visto, tipici e necessari affinché si attivino le coperture property. Tipicamente rientrano tra tali eventi:

  • i danni alle aree circostanti l’insediamento produttivo indicato in polizza, che abbiano l’effetto di determinarne l’inservibilità, o comunque rendano necessaria l’interruzione dell’attività. In tali casi la copertura può essere estesa a ricomprendere le business interruption causate sia da physical damage che da non-physical damages occorsi a proprietà diverse da quella assicurata, ma alla stessa prossime;
  • il divieto di accesso alla proprietà assicurata imposto dalle autorità (cui nel caso di epidemie, ad esempio, può aggiungersi l’ordine di decontaminare/sanificare la proprietà assicurata, i cui relativi costi possono essere coperti in dipendenza dell’estensione delle coperture previste in polizza);
  • i casi di interruzione dell’attività derivanti da un provvedimento della pubblica autorità competente e determinato dalla diffusione di un notificable disease, ovvero di una malattia infettiva soggetta a notifica obbligatoria all’autorità stessa.

 

L’IMPATTO DEL CORONAVIRUS SULLA SUPPLY CHAIN E LE POLIZZE CONTINGENT

Si deve infine dare conto dell’esistenza di polizze BI contingent, mediante le quali rilevano ai fini della copertura business interruption, anche le interruzioni di attività dell’assicurato derivanti da interruzioni di attività (generalmente dovute a danni fisici) di fornitori o di clienti dell’assicurato, che vengono trattati alla pari dei danni occorsi ai beni assicurati dal sottoscrittore della polizza.

Una polizza di questo genere potrebbe certamente assumere rilievo nell’ambito dello scenario attuale e in considerazione del forte impatto che il diffondersi del Covid-19 ha avuto sulla supply chain globale; ciò anche in ragione della circostanza che tal genere di coperture possono essere stipulate in aggiunta alle BI non-damage, con il risultato che la copertura sarà garantita, per esempio, per business interruption derivanti dalla chiusura delle attività dei fornitori esteri a seguito di provvedimenti in tal senso adottati dalle autorità del loro Stato (ipotesi, nel quadro attuale, più che verosimile, avendo la maggior parte degli Stati adottato misure restrittive per evitare l’ulteriore diffusione del virus e l’aumento dei contagi).

 

Le compagnie assicuratrici stanno adottando molte iniziative per far fronte alla pandemia. Sono numerosi, infatti, i riflessi dell’emergenza sanitaria sul settore assicurativo di particolare interesse per i consumatori, come l’estensione dell’età assicurabile per le coperture malattia; ma anche per i dipendenti, che rappresentano il tesoro di maggior valore di un’azienda.

PCA è al fianco delle aziende per individuare strategie e soluzioni operative durante l’emergenza Covid-19: i nostri esperti sono a vostra disposizione compilando la form qui di seguito.

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